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giovedì, novembre 10
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Da un post della Capa Redattrice di martedì, 19 luglio 2005.
[...] e così, la moria delle vacche questa volta ci è andata giù pesante, colpendo un blog che segni di chiusura li aveva dati già taaaante volte. chi di noi non si è commosso almeno una volta leggendo i commenti al post di addio i miss mipassi (torna, guarda quanto sale, tutto per te...)? per non parlare di quelli al post di resurrezione: ora fa sul serio, pare. ma io le do 3 mesi, al massimo 4, per tornare con la coda tra le gambe [...]
ebbene sì, dopo l'ennesimo tentativo comatoso di chiudere, tempo 3 mesi 3 e mipassilacoerenzaperfavore è tornata, con uno di quei post pseudo-intellettuali che tanto piacciono ai blogger filogiornalisti radical-chic: "chiedi alla polvere." (con tanto di punto) campeggia a mo' di titolo laconico, letterario e citazionista, per annunciare il restauro del nuovo template (ma quale? dove? chi scopre cosa è cambiato vince un adsense). Sì, perché ormai John Fante, da quando è uscito con la Repubblica, va di moda.
Grazie alla nostra Fidata Collaboratrice camee e un invito, esplicito, alla cara camilla_lo a ritornare nel nostro mondo: teso', basta con 'sta laurea! Gli adsense ci faranno diventare ricchi! Vedi? li ho messi proprio lì, basta un click (e che sarà mai? c'è gente che spedisce milioni per il piacere di quattro radioamatori...).
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lunedì, novembre 07
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 Care amiche, cari amici. Metà dei fortunati 100 hanno iniziato il post con la frase " un po' di autocelebrazione non guasta mai", e perciò io farò lo stesso. Del resto, un po' di autocelebrazione non guasta mai. I fortunati 100 sono i "Top 100 blog italiani secondo Technorati", e The Blog Observer è il novantaquattresimo, una pochino più su di Caravanserraglio e quattro posizioni più in basso di una tipa che passa la sua vita a imitare quelle dei telefilm. Se non avessi passato i mesi di settembre e di ottobre a lavorare, se avessi consacrato la mia prostata alla nobile causa del blog, a quest'ora (è l'1.37 am) The Blog Observer sarebbe proiettato chissà dove, e tutti noi della Redazione assieme con voi fedeli commentatori avremmo giovato della faccenda. In che modo? Non ne ho idea. Il fatto di essere il 94esimo blog italiano "secondo Technorati" significa semplicemente che ci sono 86 siti che ci linkano in un modo o nell'altro, per un totale di 399 link sparsi per il web che portano al blog. Technorati, per chi ne fosse a digiuno, è il Google dei blog mondiali, una sorta di enorme aggregatore e indicizzatore di blog che passa al setaccio l'intera rete sulla base dei tag, delle segnalazioni, dei link che portano ad altri link, etc. Non male, vero? Bah, io so solo che adesso comincio ad infarcire questa pagina di adsense e poi mi autoclicco così mi ci pago le rate della macchina.
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venerdì, novembre 04
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Devo confessarlo: ho rischiato il conato di vomito nell'alternare lettere maiuscole e minuscole nel titolo. Capita che oggi, per qualche sconosciuta ragione - presumibilmente il retaggio di una vita passata - mi ritrovo in email la newsletter aggiornata di "Vita da Single". Pubblicizzano un gioco rivoluzionario, SeDuCiMi, un web-game in cui lo scopo - si legge dal sito - è sedurre virtualmente. Funziona più o meno così: c'è un tipo, Ivan, e una tipa, Barbara. Costui sono tipi virtuali, gente che in apparenza non esiste, o sulla cui carnalità almeno per il momento non è dato sapere. Potrebbe esserci una redazione dietro, un solo schizofrenico nerd dedito all'onanismo ingaggiato per quattro centesimi, o due reali cuori pulsanti. In un modo o nell'altro, Ivan e Barbara sono i diretti destinatari delle avances dei partecipanti al gioco, i quali dovranno dimostrare al mondo intero di essere tanto bravi nell'arte della seduzione. Il gioco si articola in soli tre turni: durante i primi due si tenta la marchetta, con un parto lungo max 500 caratteri, scritto dando il meglio di sé. Nell'ultima fase i sopravvissuti (8 uomini e 8 donne) dovranno sfidarsi tra loro "a colpi di messaggi di seduzione" (me la dai?), augurandosi di essere scelti per partecipare alla finale. Volendo parafrasare una celebre (e "immortale") opera cinematografica, ne resteranno soltanto due. E qui viene il bello. Il Re e la Regina della Seduzione parteciperanno ad una chiattillissima festa a Milano il 26 novembre "dove potranno finalmente vedere premiati i loro sforzi e conoscere dal vivo chi avranno sedotto!". Non solo: il Re vincitore se ne andrà in Toscana per un weekend con Barbara, mentre Ivan se ne andrà a trombare con la Regina. Un momento, calma. Fatemi respirare. Mi serve un minuto. Ponendo come assodato il fatto che Ivan sia uno sfigato eccellente, e che quindi accetti - quali che siano le fattezze - di partire con la vincitrice... però, sapete come va il mondo, sono le donne ad essere più selettive, e allora spiegatemi come farebbe la cara Barbara a intraprendere un romantico weekend toscano qualora il Re della Seduzione si scoprisse essere uno così:

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martedì, novembre 01
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hating line - Mentre goljadkin si perde nei suoi virtuosismi neo templatici e camilla_lo continua a studiare per voi il blog di una fantomatica blogstar (sì, continuate a crederlo, nel frattempo lei si sta laureando, sposando, facendo un mutuo per la casa a posillipo, e scegliendo i nomi dei figli) io continuo sola soletta il mio viaggio tra i blog. Ne ho trovato uno stronzo e rap, ma perché voi possiate avvicinarvi a questo pericoloso mondo è necessario che prima impariate alcuni lemmi gergali fondamentali: Crew, cricca, banda: il gruppo, quello da difendere a denti stretti qualsiasi cosa accada. B-Boys: inizialmente erano chiamati così i ballerini di break dance, i breaker-boys. Poi vai a capire cos'è successo. Ora lo si usa per qualsiasi cosa cammini con un paio di pantaloni larghi. Fly girls: raramente nell'hip hop fanno qualcosa. Di solito sono le fidanzate dei bboys o ragazze che si fanno tutta la crew. Il 98,2 % di loro ha il culo grosso. Sucker: scarso, perdente. Uno che il rispetto non lo merita affatto. Dissing: il parlare male o l'insultare una certa persona o una crew. Hating line nasce per questo. Fotta: qui il dibattito è aperto. Credo sia l'entusiasmo, l'energia. Ghemon dice "La fotta è quella che c'ha (nel rap ) qualunque figlio di mignotta". Freestyle: rime improvvisate. Chi non ha il coraggio di sfidare qualcuno sul palco, di solito lo fa in chat oppure nei parcheggi, fuori dalle jam. Jam: le feste e gli eventi rap dove i rap se la cantano e se la suonano Cazzo/culo/figa/fottuto/merda/ti sparo/tua madre me lo succhia: il significato è quello corrente della lingua italiana
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confezione Il template è assolutamente yopimpmothafuckin'blingbling. Rosa e celeste in abbondanza per non lasciare incompiuti i desideri di zoraggine del rapper medio, oltre a cani, macchinoni e indimenticabili gadget d'oro e brillanti (bling bling, appunto). Un paio di culi. Cappelli di piume e leopardo in quantità. Una veste grafica che attira i rapper come carta moschicida. Splat. Obiettivo raggiunto. |
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qualità dei contenuti Quello che è sempre mancato nella scena hip hop italiana è finalmente proposto qui in dosi massicce: sto parlando dell'auto ironia e della capacità di non prendersi troppo sul serio. In un mare di bboy fieri e infottati arrivano finalmente dei misteriosi personaggi che sui finti gangsta del ghetto sparano. Non proiettili, ma parole. Quasi mai calibrate, sempre provocatorie, spesso offensive. Non risparmiano nessuno. Bucknasty soprattutto, non risparmia nessuno. Analizza nuove filosofie, dice la sua sulla wicca beccandosi un sacco di insulti (a cui risponde a uno a uno, pazientemente). Fa preziose segnalazioni su artisti emergenti, recensisce dischi di colti e intriganti rappers e ci incolla i log dei dementi che lanciano sfide di freestyle nei canali rappusi di irc (la sottoscritta sottoscrive: esistono, esistono.) Commenta crudele i forum su MTV, piscia sui fotolog, piscia sulla serie TV Lost, piscia su tutto. Non a caso il blog si chiama hatingline. |
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qualità dei commenti Eh. Non pretendete troppo. In fondo i lettori rapper sono e rapper rimangono. Troverete roba tipo Cazzo regaz spaccate di brutto, siete dei cazzo di geni Oppure ci godo a quel figlio d puttana lo insulto anche io ogni circa 2 giorni su duepuntozero..posta altre foto bucknasty..insultalo d + ;) Poi ci sono le risposte ai post. e cosa vorresti dire non so se mi spiego guardate !gli utenti che leggono i messaggi rispondete a tono questi banbini che disprezzano la vera arte dell'artista ma guarda un po che schifo ma stai muto fc barcellona gia dal nome sei un cafone e non ti permettere di nominare pasquale faggiano rispetto gia per l'eta'piu'di 40, che e' un musicista e a studiato conservatorio ignorante 2 volte non sapete piu' a cosa appiglirvi. Tutto ciò è esilarante. |
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tasso di ambizione a blogstar Ce sta, ce sta tutto. Nel sapido mondo rap hatingline s'è fatto già un bel nome, ed è finito pure su uno dei giornali più kindachic della scena italiana. Gli autori sotto sotto ci godono e concediamoglielo: è sano e sacrosanto. |
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resistenza alla lettura Se non siete rapper, la voglia di arrendersi forse arriverà presto. Mi rendo conto che una mente sana non può sopravvivere a lungo nel grande teatrino oversize. Ma sappiate andare oltre, guardare le sfumature. Potreste scoprire cose divertenti, o addirittura dare un senso nuovo alla vostra vita. Vi sarà complicato anche giocare con le geniali carte di magic ispirate ai rapper ma voi provateci lo stesso. Credete che questi fantomatici giuggerelloni che parlano in rima siano persone perdute? Non temete, gli haters agli insulti affiancano consigli utili per permettere ai rapponi del Bel Paese di uscire dal tunnel. Visionate pure la loro audace inchiesta per rispondere al quesito "Ma l'hip hop italiano è gay?" o scoprite la differenza tra frati e Ninja: sarà salvifica. Inoltre, spulciando tra le pagine potrete trovare segnalazioni interessanti di blog e, last but not least (cazzo questo sì che fa molto amaracano) un intelligentissimo modo per salvare il vostro amato messenger dai luridi suckerz. |
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sabato, luglio 30
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Ecco a voi il più banale degli incipit: è tempo di vacanze. Già, è tempo di sole, ombrelloni e nuotate per rinvigorire il fisico e in questi ultimi giorni di città non fate altro che pensare alla spiaggia. Incombe però uno dei più diffusi fatti criminosi: l'abbandono del blog. Blogstar, bloggies, blogger sconosciuti, cineblogger, blog salati e blog presi al discount: l'epidemia non risparmia nessuno. Statistiche alla mano, dal 2001 chiudono in media 418 blog ogni anno, e di questi il 56,7% non riapre più. Il fenomeno è in crescita. Il blogger, al rientro dopo un mese di vacanza, sconta l'impatto con il caos della metropoli cittadina: il passaggio da cazzeggio sul lungomare a gobba sulla tastiera è traumatico.
Ma il punto è: caro blogger, perché, se è vero che il blog ti ha dato tanto, non esiti - giunta la Stagione - ad abbandonarlo ai margini del tuo già deviato corso esistenziale per trotterellare in vacanza tronfio e libero come un gabbiano ipotetico? Dal confronto con un campione di blogger presi a caso, abbiamo ottenuto un prontuario statisticamente rilevante di risposte:
il 4% afferma di chiudere il blog perché immagina come terrificante lo scenario pc + ventilatore in pieno agosto;
il 3% chiude il blog per coincidenze neuronali del tutto particolari, più del transito di Venere (che si allinea con la Terra e il Sole ogni 7 anni);
il 2% chiude senza lasciare alcuna traccia;
il 91% chiude perché adesso deve pensare a scopare;
Non lasciamo che i nostri blog ammuffiscano come i mobili del salotto. Allo scopo, ecco pronta per voi una Guida Facile alla Sopravvivenza Estiva.
1) prima di partire, informatevi presso la Pro Loco del luogo della eventuale presenza di Internet Point. I blogger-turisti in missione al Sud Italia avranno maggiori difficoltà a trovare un Internet Point con l'adsl, più facile l'isdn o il fottutissimo modem 56k. A botte di 3,5k/sec, sarà un'impresa indimenticabile riuscire ad aprire la pagina di Splinder, ma voi avrete preparato il post scrivendolo sul telo da mare, per ottimizzare i tempi.
2) sotto l'ombrellone, al mare o in piscina, evitate di leggere solo La Settimana Enigmistica. Non avreste niente di interessante da dire (a meno del "forse non tutti sanno che", o a meno che qualcuno non vi abbia passato una catena di s. antonio). Concentratevi sui vicini di sdraio, osservate tutti i loro movimenti, scrutate le effusioni degli innamorati, indugiate sui loro litigi improvvisi, giudicate inesorabilmente quelle orribili famiglie di 24 componenti con parmigiana di melanzane al seguito. Così facendo, vi assicurerete uno di quei post bomba, di quelli che iniziano con "distrattamente stamattina ho notato...".
3) approfittate del contesto desertificato per postare tutti i giorni. Il vostro blog sarà sempre tra i più aggiornati di Splinder e, con un paio di mosse azzeccate e qualche inaspettata raccomandazione, potreste ritrovarvi blogstar già a settembre, e - per le femminucce - essere invitate dal Boncompagni del new-media a partecipare al calendario blogger 2006.
Ricorda, o maledetto blogger vacanziero: il cane puzza e ti piscia in casa, il gatto ti graffia il divano e ti fa a brandelli le tende. Ma un blog no.
Un blog è per la vita.
Il blog sei tu.
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venerdì, luglio 22
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Nello sciabordio generalizzato della prima catena blogsessuale della storia dei blog, diversi e ben identificati gorgoglii hanno attirato la mia solitamente svogliata attenzione, solleticando i miei neuroni e invitandoli a riflettere su un fatto terribilmente vero. Volendo parafrasare Gaber, penso che la generazione dei blogger abbia perso. Conoscendo la Capa Redattrice, quella catena ha avuto origine da un dettagliato e preciso intento giocoso, con l'obiettivo - se non dichiarato, decisamente palese - di coinvolgere tutti in un melting pot di autoironie, autosarcasmi autoreferenziali e autoprese-per-il-culo, tutte cose che sarebbero dovute venir fuori con naturalezza, leggendo e rispondendo alle fessacchiotterie delle domande. Invece, molti dei (primi) partecipanti si sono rivelati - a mio vedere - di una seriosità e di una banalità sorprendenti, dimostrando ancora una volta - purtroppo? - che il blog per alcuni è cosa seria, di una certa importanza, microhabitat fondamentale ai fini esistenziali; un vero e proprio intoccabile canale di comunicazione con il mondo esterno. Ma osserviamo più da vicino, facendo cognomi e nomi (o forse dovrei dire... nick e name).
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cosa guardi per prima cosa in un blogger: la foto, il modo in cui scrive o se ha i feed rss?
correrò il rischio di essere tacciato di presunzione sfacciata, ma devo dirlo: era talmente evidente che la domanda prendesse spunto dalla più tipica "cosa guardi in una donna?" che molti hanno ignorato quest'eventualità, e hanno avuto il coraggio di rispondere con la stessa imbarazzante ipocrisia di chi, invece di "culo e tette", guardasse al "taglio delle mani che con leggiadria scivolano sui tasti di un pianoforte". Ma non siate pesanti, per dio! val.angel disserta prima sui feed rss e poi ammette, candidamente "leggo [...] come e cosa scrive un blogger (tendenzialmente proprio in questo ordine: prima il come e poi il cosa". Lo sbadiglio prosegue con marcellus che ci informa che "se proprio voglio dare una sbirciata a qualche foto vado su siti appositi dove basta guardare le figure". Il colpo di grazia ce lo dà Pimms, che sfoggia un rutelliano e accomodante "i contenuti a mio avviso sono più importanti della forma". Ronf. |
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a quale blogstar concederesti dei favori sessuali pur di essere linkato?
non servono scienzati della comunicazione per fare due più due. La rincorsa al "link" è da secoli un'ambizione inestirpabile nella blogosfera e scherzare sull'arrivare a prostituirsi avrebbe dovuto scatenare fantasie delle più accese e visionarie. Invece, laconicamente, val.angel - che commenta le blogstar pur essendo da loro ignorata trova che questa "non sia la giusta permessa per un rapporto più intimo", mentre licia_t darebbe una delle sue ben poco sinuose gambe per Beppe Grillo (meglio di niente, ma l'altra?). Per il resto, possibile che nessuno abbia avuto il coraggio di consacrarsi biblicamente alla Blasi? |
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fai una proposta che non avevi mai avuto il coraggio di fare al blogger di cui sei segretamente innamorato.
tasto dolente per chi, come noi, avrebbe dato qualsiasi cosa per lo scoop. Ma niente pane per noi novelli 2000, perché - nello sbadiglio generale - licia_t si limita ad invitare Ninna per una "giornata di shopping" mentre val.angel risolve tutto con un "Seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee" con venticinque dannate "e". 260169 addirittura parla di Brad Pitt. E' veramente troppo. |
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resistenza all'incatenamento
è evidente che i blogger non sono pronti per catene blogsessuali. Non c'è scoop, non c'è il gusto della rivelazione, non c'è inciucio, non c'è traccia dell'arrapante violenza della verità. Forse, ed è difficile doverlo ammettere, dobbiamo sperare in gente come dandyna. Con quelle foto scandalose, la predisposizione per lo scandalo ce l'ha. Ai posticci l'ardua sentenza. |
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sabato, giugno 04
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In principio era il treno. Minuscole fotografie annerite di gente sonnacchiosa, assorta nel nulla, in attesa di un viaggio senza fine. Piccoli e semplici post, piccolo e semplice layout. Commenti entusiasti. Nel giro di qualche mese le visioni binarie fanno due premi e un libro. Alice Avallone, classe '84, è improvvisamente una star. Più di una blogstar, un fenomeno parallelo. Osannata da quotidiani locali (tipo: "Il gazzettino della contrada di San Sepolcro"), cavalca subito l'onda del successo. Perciò, via i commenti dai suoi storici appunti di vita e - et voilà - un altro blog. Il format è identico: piccole fotografie, piccoli post, piccolo layout. Un intricato e ambizioso meccanismo di immedesimazione che spopola anche su carta tra Asti, Torino e Genova, mentre il sito (di cui si è già parlato) soffre l'abbandono e il minimalismo sfacciato ne compromette la navigabilità (dove si clicca? offrono lavoro?). Ma è la nuova letteratura, e l'inarrestabile Alice sfodera Storie di sassi e Chiare ombre scure, in un vorticoso gioco autoreferenziale che vede ciascun blog l'epigono di se stesso. Dove andremo a finire? Nessuno lo sa, anche perché Alice - classe '84 - è di recente impegnatissima tra festival e fiere del libro, e i laconici commenti sul suo ultimo esperimento letterario suscitano un filo di commozione. Perciò, aiutamola.
Scrivere un post per uno qualsiasi dei suoi quattro blog è semplice, basta far lavorare l'immaginazione. Sapori agresti, cose di tutti i giorni. In altre parole "niente retorica o rileccature fighette, solo vita!", come ha gentilmente commentato un anonimo entusiasta da qualche parte. Prendo quattro foto a caso dal web e provo con la prima.
Mario è un riparatore di biciclette. Ha vinto numerosi premi, da Rovigo e Campobasso, per la migliore aria compressa del centro Italia. Salvatore è suo cugino, il baffo vispo, una buona forchetta. Posano per un articolo che uscirà a settembre su "Il manubrio". Nell'intervista, Mario ha parlato anche d'amore. Dopo la foto hanno preso il fucile da caccia e si sono allontanati nella brughiera valdostana mormorando qualche parola. Ridevano e, nonostante non avessero ancora pranzato, erano felici.
Facile no? Ora tocca a voi. Ecco altre tre foto molto concettuali e intellettuali. Prendete in prestito quella che volete e scrivete un post sul vostro blog, col titolo "Io avallo Alice Avallone". O, in alternativa, lasciate nei commenti il vostro appunto di vita su una delle foto.
Aiutiamo Alice a ritrovare l'ispirazione. E poi, chissà che qualcuno ci noti, magari è la nostra grande occasione per organizzare un festival letterario.
Foto 2

Foto 3

Foto 4

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martedì, maggio 24
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avrebbe potuto arricchirsi lungo il viaggio.
avrebbe potuto portarsi dietro la storia dei blog che aveva attraversato.
(avrebbe potuto almeno svelare i particolari piccanti della vita sessuale dei blogger che incontrava, dico io).
e invece totanus ha deciso di prelevare pari pari l'idea dai siti americani e appiopparla ai primi 5 BB (big blogger, espressione testè coniata da me e pronta per entrare a far parte del vostro magnifico nuovo vocabolario) che gli capitavano per internet explorer.
e vabbè, non sarà il mago dell'originalità, però l'idea l'ha avuta lui ed è presto diventata fenomeno mediatico (odio profondamente quest'espressione perchè la associo inspiegabilmente a maria de filippi, ma tant'è).
insomma a questo punto ci siamo lamentati, l'abbiamo snobbato, abbiamo finto di non ringraziare il cielo di ricevere in regalo lo spunto per il nostro prossimo post, ma possiamo dire di esserci finiti dentro - in un modo o nell'altro - un pò tutti. ora, la domanda fondamentale è: in che ordine?
chi è stato il bisnonno? chi il nonno, chi il papà e chi l'amante nascosto nell'armadio?
ma soprattutto: che posto occupiamo nella scala blogosferica sociale?
è semplice: se non soffrite di cuore, potete verificare la vostra eventuale appartenenza alle cinque caste più in (qualcosa tipo vassalli, valvassori e valvassini, ma un pò più melenso). le caste successive non le ho messe per non umiliarvi/ci (e perchè a occhio e croce avrei impiegato 4 mesi e 26 giorni a stilarle).
se non ci siete, cari miei, vuol dire che non avete le amicizie giuste (qualcosa tipo me, che l'amicizia più (in)influente che ho è blogdiscount, che non li caga nessuno manco se fanno 50000 accessi al giorno, fate voi).
piccola indispensabile legenda (ma quanto sono pedante, quanto):
i link in grassetto sono stati invitati più di una volta
i link barrati hanno spezzato la catena
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di
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| camilla_lo & | goljadkin
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questi sono troppo issimi. E io che sono invidioso per natura non li sopporto, 'sti perfettini. Ecco!
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cazzarola questi due si che sono vere blogstar
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un vero inno alla paraculaggine recensoria
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Latifah
un blog che fa le pulci ai blog
zio burp
dov'è che si prenota scusi? Prendo il numerino eh...
daveblog
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gli epigoni un pò più corretti di blogdiscount
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