zitti al cinema- con una tastiera un po' rotta dall'
emeozione, nel novembre del 2002 ha inizio la personale stagione cinematografica di marquant. Un sacco di film visti, un sacco di recensioni, un bel po' di riflessioni personali. E - udite, udite! - finalmente un blogger che parla
senza troppa convinzione del film più sopravvalutato di Spike Lee. Senza troppa convinzione. Già. Come un po' tutto il resto?
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confezione
il nuovo template, con quell'azzurrino aggraziato pennellato in due grandi rettangoli stesi su un bianco virginale, è decisamente inoffensivo. Il rosso fa da contrasto ma non basta. L'interlinea è troppo stretta e l'ormai abusato Georgia fa molto wordpress, però non si può dire che non sia leggibile. Anzi, lo è, e parecchio. Confezione improntata alla chiarezza e alla semplicità, ma allora perché quei menu che giocano a nascondino? |
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qualità dei contenuti
tra post buttati lì, autentici pezzi di bravura (21 grammi, Melinda & Melinda, Big Fish) e qualche abbaglio, marquant sa parlare di cinema (a modo suo) anche quando non lo fa direttamente, ma capita spesso di imbattersi in post troppo, troppo lunghi e la sigaretta dei cinque minuti di pausa non basta mai. |
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qualità dei commenti
Agiografia pura. Gli adoratori di marquant sono tutti lì, come se non aspettassero altro che il prossimo post da idolatrare. I commenti sbocciano come petali di rosa in una ripresa velocizzata solo qualche minuto dopo e, di solito, gli basta un'ora e mezza per collezionarne la prima decina. Tra "mi hai rubato le parole di bocca", "stavo pensando la stessa cosa", "post stupendo" e richieste dirette, non c'è alcuno spunto di conversazione, e i fedeli scrivono tutti come se scivolassero su nuvole bianchissime e morbide, crogiolandosi in questo assurdo paradiso del consenso che non fa male a nessuno, protetti da un rassicurante sguardo alla judelò. |
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tasso di ambizione a blogstar
marquant E' una blogstar, tuttavia non scrive libri idioti o pieni di fotografie. |
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resistenza alla lettura
un cineblog? non propriamente. nonostante la competenza e la bravura, marquant non ha la stoffa del cinefilo, perché il cinefilo è cattivo, disagiato e puzzolente, mangia i bambini, le proprie feci e si nutre di celluloide e nutella davanti a schermi polverosi a quattordici pollici, in stanze buie, stravaccato su divani pieni di fazzolettini stropicciati, con le locandine di Jesus Franco gettate a terra. marquant no, così non potrò mai immaginarlo. |
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